"Hado. Autobiografia della Neve", produzione di ErsiliaDanza, coreografie di Lucia Salgarollo, la sera del 14 novembre apre la rassegna L'Altro Teatro/ City al Teatro Camploy di Verona

HADO. Autobiografia della neve

La Compagnia ErsiliaDanza presenta lo spettacolo “HADO – Autobiografia della neve”, a cura di Lucia Salgarollo, in programma a Verona, al Teatro Camploy il 14 novembre alle ore 20.45, data d’apertura de L’ALTRO TEATRO/ CITY, la rassegna curata da RSVP – Rete Spettacolo Verona Professionisti e promossa dall’Amministrazione Comunale di Verona, che si avvale della collaborazione di Arteven, sotto egida della Regione Veneto e del Ministero della Cultura. 

HADO – Autobiografia della Neve (2025)

Spettacolo di danza e videoproiezione a cura di Lucia Salgarollo

📌Venerdì 14 Novembre 2025 _ ore 20:45 

Teatro Camploy, Via Cantarane 32, Verona 

biglietti

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https://www.boxofficelive.it/index.cfm/it/eventi/danza/hado/

crediti

Co-produzione: Compagnia ErsiliaDanza
Concept e creazione coreografica: Lucia Salgarollo
Danzatori: Linda Battocchio, Alessandro Catalano, Laura Rovizzi, Samuele Zafferami
Light design: Alberta Finocchiaro
Video: Danny Rambaldo
Fotografia e comunicazione: Mirko Fin
Costumi: Cristina Salvetti
Progetto e ricerca: Lucia Salgarollo, Stefano Bertoldi

Si ringraziano per la collaborazione: Compagnia ErsiliaDanza, Società Guide Alpine di Courmayeur, Skyway Monte Bianco, Rifugio Torino, Centro Formazione Danza Verona.

Sinossi

“HADO – Autobiografia della Neve” è un progetto di natura artistica e scientifica, che nasce dalla volontà di trasformare in lavoro coreografico le geometrie dei paesaggi montani esplorati, dalla dimensione macro delle vette, al dettaglio invisibile dei cristalli di ghiaccio. Ogni frammento è un segno unico e identitario, simile al DNA umano. L’insieme dei segni diviene movimento, narrazione dell’interconnessione tra la minuscola struttura esagonale del cristallo e la vastità di un deserto di ghiaccio e roccia, dove s’incontrano scienza, filosofia orientale e vissuto umano.Al suo interno, HADO racchiude anche il concetto di Shifting Layers/Strati deboli persistenti: un’ulteriore ricerca che indaga il dialogo tra i fenomeni fisici della montagna e le loro risonanze simboliche. Qual è il DNA di un deserto di ghiaccio? Se potesse scrivere la sua autobiografia, cosa potremmo leggere? Cos’è inciso nella sua memoria e quanto patrimonio stiamo perdendo a causa del cambiamento climatico?
Il ghiacciaio è un archivio vivente che racconta il tempo e la memoria del paesaggio, in un equilibrio instabile tra resistenza e trasformazione, tra solidità e crollo. Il punto di partenza è il concetto di strati deboli persistenti nel manto nevoso: formazioni instabili, spesso invisibili, che possono restare latenti a lungo prima di innescare una valanga. Questo principio diventa metafora della condizione umana: quali fragilità interne restano silenti, pronte a cedere sotto pressione? Così come gli strati nevosi si accumulano e mutano, rivelando zone di debolezza o di forza, anche l’essere umano è fatto di livelli sovrapposti, pronti a scivolare o a compattarsi in nuove forme. Come abitiamo lo spazio e come invece lui trova dimora in noi?