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Ersiliadanza viene fondata nel 1988 da Laura Corradi che ne è anche coreografa e direttrice artistica

A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. 

Quando i fili sono tanti che non si può più passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili.

Dalla costa d’un monte, accampati con le masserizie, i profughi di Ersilia guardano l’intrico di fili tesi e pali che s’innalza nella pianura. E’ quello ancora la città di Ersilia, e loro sono niente.

Riedificano Ersilia altrove. Tessono con i fili una figura simile che vorrebbero più complicata e insieme più regolare dell’altra. Poi l’abbandonano e trasportano ancora più lontano sé e le case.

Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.

Le città invisibili, Italo CALVINO

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    TEATRO ROMANO 10 agosto ore 21
    La tendenza a risolvere la realtà nell'idea non porta a nulla, perché sognare fa bene , benissimo, ma a patto che dal sogno si sappia rientrare...

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    Ci piacciamo e ci vorremmo sempre guerrieri, tempestosi e travagliati da passioni : “ quello spirto guerrier ch’entro mi rugge “, direbbe il Foscolo; Ma l’idea del nobile guerriero ci sorprende in ciabatte, spettinati e stanchi, reduci da una notte insonne... Dedicato a noi e alla confusione che ci abita.

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    E non c’è più tempo, quando ci si sparpaglia l’anima in quel tutto che sta fuori di noi, e diventiamo parte di una polvere che danza e canta sospesa

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